Il nome etrusco di Vulci è Velch o Velx ed è una città Etrusca, poi colonizzata dai Romani, situata nella maremma laziale tra i comuni di Canino e Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Dista circa 10 km dal Mar Tirreno.
Vulci si trova all’interno di un ampio altopiano di circa 120 ettari ed è una delle più importanti città-stato dell’Etruria e probabilmente parte della Dodecapoli, la lega sacra delle dodici città etrusche.
A Vulci si trovano prove di presenze abitative risalenti alla tarda Età del Bronzo e quindi a prima del 1000 a.C. con insediamenti quali Pian di Voce. Altri resti risalgono all’Età del Ferro e sono presumibilmente le tracce della nascita della città di Vulci. La zona era ricca di giacimenti metalliferi quali rame, piombo e ferro.
Contatti con gli antichi popoli della Sardegna
La Tomba dei Bronzi è la prova di contatti diretti con le popolazioni nuragiche, al suo interno sono stati infatti rinvenuti numerosi bronzetti tipici della cultura sarda raffiguranti figure umane, animali e navi.
Contatti con il mondo greco
Sono stati rinvenuti inoltre numerosi frammenti e vasi interi di ceramica corinzia, ionica e attica a dimostrazione di intensi rapporti commerciali con le colonie greche dell’Italia meridionale e dell’Egeo.
Principali Necropoli
Ponte rotto
All’interno della necropoli di Ponte Rotto è stata trovata una delle più celebri tombe etrusche, con pitture murali che narrano di miti greci e personaggi storici etruschi.
Osteria
All’interno della necropoli dell’osteria sono state trovate la Tomba del Sole e della Luna, la Tomba Campanari e la Tomba della Sfinge.
Mandrione di Cavalupo
Al suo interno è stata ritrovata la Tomba dei Bronzi Sardi, che dimostra l’influenza e la presenza di donne di origine sarda nella comunità locale, si ipotizza per matrimoni politici o rapporti di alleanza. Questo è un dettaglio importante nell’analisi delle tracce di uno o più antichi popoli marittimi giunti nel Mediterraneo.
Poggetto Mengarelli
Contenente tombe a fossa al cui interno vi sono ceramiche e oggetti di bronzo databili verso l’ottavo secolo a.C.
Tumulo della Cuccumella
Si tratta del tumulo funerario più grande dell’Etruria, con i suoi 18 metri di altezza e 70 metri di diametro.
Cinta muraria e edifici
La città era fortificata e dotata di almeno 5 porte d’accesso, e conteneva una serie di importanti edifici.
Tempio Grande: situato lungo l’asse del decumano (una strada che nell’antica Roma scorreva da Est verso Ovest). Misurava 36,4 metri di lunghezza e 24,6 metri di larghezza, quindi era all’incirca in rapporto 2:3 (quasi perfetto). Al proprio interno una cella lunga 15 metri e larga 10 metri dedicata alla divinità alla quale era intestato il tempio (si ritiene fosse Minerva). In questo caso il rapporto è esattamente 2:3.

Domus del Criptoportico: una residenza nobiliare dotata di un un criptoportico, un ambiente sotterraneo nel quale era attentamente gestita l’areazione e l’illuminazione lasciando passare la luce del sole
Mitreo: santuario dedicato al culto di Mitra
Casa del pescatore: all’interno della quale sono stati oggetti riconducibili all’attività della pesca
Sacello di Ercole: un piccolo tempio appena fuori Porta Est, all’interno del quale sono stati trovati bronzetti votivi dedicati all’eroe
Altri monumenti rilevanti
- Ponte del Diavolo: ponte romano di 20 metri di altezza sul fiume Fiora
- Castello dell’Abbadia: una struttura medievale edificata sopra l’area archeologica, oggi sede del museo e punto di accesso al parco. Al castello si arriva passando per Ponte dell’Abbadia, opera che mostra le grandiose capacità degli Etruschi di lavorare la pietra nella realizzazione di imponenti opere ingegneristiche.