Esploriamo l'ipotesi secondo cui la Grande Piramide di Giza sarebbe stata costruita sopra il tumulo sacro Benben, il primo rilievo emerso dalle acque primordiali secondo la cosmogonia di Eliopoli.
Secondo il mito della creazione di Eliopoli (Iunu), dalle acque primordiali del Nun emerse il tumulo primordiale, il Benben: tumulo sul quale si posò il dio creatore Atum, dando inizio all’opera della creazione. Nei Testi delle Piramidi Atum è chiamato anche “il Tumulo”.
Il concetto di tumulo sacro o collina primordiale è comune alla cultura antica di molte parti del mondo, dove ricorre come simbolo di rigenerazione e contatto con il divino.
Oltre all’Egitto, dove il Benben rappresentava il primo rilievo emerso dalle acque del caos, questo archetipo -che si presenta in forma concreta con diverse opere nel mondo- figura anche in Nord America, dove numerose civiltà precolombiane eressero “mounds” (tumuli) monumentali a fini rituali, astronomici e funerari.
I tumuli del Mississippi ad esempio -come il Cahokia in Illinois o il Poverty Point in Louisiana) dimostrano una sorprendente comprensione astronomica.
Allo stesso modo in Sud America, antiche culture andine realizzarono piramidi a piattaforma che rievocano la forma simbolica della collina sacra. È il caso, ad esempio, della Huaca del Sol e della Huaca de la Luna, legate alla cultura Moche, o delle piramidi della civiltà Caral e Nazca in Perù, disposte secondo precisi criteri astronomici.
Anche in Europa, i tumuli funerari neolitici e dell’età del bronzo — come Newgrange in Irlanda o Silbury Hill in Inghilterra — sembrerebbero collegati a culti solari e alla concezione di un punto di origine cosmica.
Ovunque nel mondo, dunque, ricorre il concetto di collina sacra come luogo di nascita cosmica, ponte tra cielo e terra, centro della creazione.
Nel cuore del Tempio del Sole di Ra a Eliopoli (l’antica Iunu), si trovava il Benben, oggetto di venerazione e fulcro simbolico della cosmogonia eliopolitana. Secondo la tradizione, rappresentava il primo punto della terra toccato dai raggi del sole nascente.
Il Benben era una pietra sacra, forse un pyramidion o benbenet, posta sulla sommità del tumulo primordiale. Questa pietra ispirò profondamente l’architettura sacra egizia: dalla sommità delle piramidi (pyramidion), agli obelischi, inizialmente tozzi (V Dinastia), poi slanciati (Medio Regno).
Oltre alla sua funzione cosmogonica, il Benben simboleggiava anche l’ordine eterno e la stabilità del cosmo. La connessione fonetica tra i termini weben (sorgere), Benben e Bennu (l’uccello mitico associato al sole e alla rinascita) rafforza questa associazione solare.
Secondo gli autori Graham Hancock e Robert Bauval, il concetto di Benben non è solo simbolico, ma anche geografico e strutturale.
Essi ipotizzano che la Grande Piramide di Giza sia stata edificata sopra il vero tumulo Benben, una collina sacra preesistente, fisicamente reale e antichissima, forse naturale o artificiale. In quest’ottica, la piramide non solo rappresenterebbe il tumulo primordiale, ma incarnerebbe letteralmente quel punto di emersione cosmica, facendo di Giza un nuovo centro sacro.

Tale interpretazione suggerirebbe uno spostamento simbolico del culto solare da Eliopoli a Giza, reinterpretando la piana come fulcro cosmico.
Inoltre, Bauval collega l’allineamento delle tre piramidi di Giza con la cintura di Orione, associata a Osiride. L’intero complesso sarebbe dunque la proiezione terrestre di una geografia sacra celeste, coerente col principio ermetico “come in alto, così in basso”. Il Benben diventerebbe così il punto d’origine cosmico attorno al quale si dispiega un disegno sacro celeste e terreno.
Il mondo accademico ritiene che il Benben fosse situato originariamente nel Tempio del Sole di Ra a Eliopoli, l’antica Iunu. Questa posizione simboleggiava il punto di origine cosmica, il luogo dove il dio Atum avrebbe dato inizio alla creazione.