Scavi nella fortezza di Körzüt (Turchia orientale) rivelano la struttura, la storia e il ruolo strategico della città urartea, fondata dal re Menua e collegata al culto del dio Haldi.
Le recenti indagini archeologiche nella fortezza di Körzüt, a Muradiye nella provincia di Van in Turchia orientale, hanno portato a importanti novità sulla storia del sito e del regno di Urartu. Costruita durante il regno di Minua (810–786 a.C.), la fortezza era protetta da mura larghe circa nove metri e comprendeva aree abitative, palazzi e templi.

Il regno di Urartu, noto anche come Regno di Van, si sviluppò tra il IX e il VI secolo a.C. nell’altopiano armeno, estendendosi in Turchia orientale e nel nord-ovest dell’Iran. Si trattava di una potenza dell’età del Ferro, con un’organizzazione militare avanzata e un’artigianato raffinato, in particolare nella lavorazione dei metalli. Gli abitanti si chiamavano Biaina e il loro stato Biainili, mentre gli Assiri lo indicavano come Urartu, “luogo alto”.
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Durante gli scavi sono stati individuati un secondo tempio, un ingresso monumentale al palazzo e un sistema di percorsi che collegava le aree civili alla cittadella. Tuttavia, la scoperta più significativa è stata un’iscrizione in cuneiforme di sei righe, che ha rivelato per la prima volta il nome originale della città: Haldi Patari, “la città sacra a Haldi”.
Haldi una delle tre divinità urartee, un dio guerriero associato alla regalità e alla vittoria. L’iscrizione indica che il sito non era solo un centro militare, ma svolgeva anche un ruolo religioso e politico centrale nell’età del Ferro.