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25 aprile 2025 | Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2025 | Autore: Jack @LostWorldMap

Recenti studi dell’Università di Exeter e dell’Università di Tor Vergata a Roma, riportati in questo articolo di Archeology News Online Magazine, collocano il processo di domesticazione del gatto in Egitto e non più a Cipro come si pensava inizialmente. I due studi hanno infatti concluso che il famoso gatto di Cipro era un fatto selvatico europeo, non domesticato. In particolare l’università di Exeter ha raggiunto questa conclusione, confermata poi dall’analisi del DNA nucleare a cura dell’università di Tor Vergata.

Gatti domestici: quando e dove?

Per risalire all’origine del gatto domestico dobbiamo quindi andare in Egitto 3000 anni fa, e non a Cipro come si pensava in precedenza.

I resti del gatto di Cipro erano stati rinvenuti nel 2001 e appartenevano appunto a un gatto selvatico europeo.

Bastet e i gatti sacri

La domesticazione sarebbe avvenuta per motivi religiosi, in particolare per il culto della dea Bastet e non per ragioni agricole. Questo è un altro elemento molto importante da tenere in considerazione, poiché spesso si sente dire che il motivo fosse “funzionale” alla tutela dei raccolti, per esempio a protezione da animali che avrebbero potuto rovinarli.

In Egitto ebbe origine il fenomeno di domesticazione del gatto

Sappiamo che Bastet era venerata sin dalla seconda dinastia (2890 a.C.) ed era inizialmente chiamata Bast, e conosciuta poi anche come Baast, Ubaste, Baset e dai greci come Ailuros.

In origine era una dea della guerra nel Basso Egitto, rappresentata come leonessa o donna con testa di leone. Dopo l’unificazione, il suo ruolo cambiò e da feroce dea della guerra divenne una divinità protettiva, associata ai gatti, alle donne, alla fertilità e alle nascite.

Durante il Nuovo Regno il nome divenne Bastet con l’aggiunta del suffisso femminile -et.

Soprattutto per questa origine comune nella forma di leonessa Bastet non è da confondere con Sekhmet, della quale potremmo dire che è la controparte più mite e protettiva. O che è diventata tale col tempo, come se avesse seguito in qualche modo il percorso di addomesticamento (addolcimento nel suo caso) del gatto di cui stiamo parlando.

Beneficio per i raccolti

Nonostante questa origine cultuale, ne trassero grande beneficio i raccolti. I templi si trovavano vicino a regioni agricole infestate da roditori e l’avvicinamento tra uomo e gatto diede grande beneficio sociale agli Egizi.

Origine genetica

I gatti domestici moderni discendono dal Felis lybica lybica, un sottogruppo del gatto selvatico africano. Due ondate migratorie, iniziate nel I millennio a.C., hanno portato alla diffusione globale della specie domesticata.

La domesticazione non fu lineare né solo agricola, ma influenzata da diversi fattori culturali e religiosi in tutta l’Africa del Nord. Gli scienziati invitano a ulteriori studi genetici su gatti selvatici nordafricani per chiarire meglio il processo di domesticazione.