L’isola è il risultato di antiche formazioni granitiche emerse milioni di anni fa, modellate dall’erosione del mare e dagli effetti della marea. Uno degli aspetti più interessanti, e che si ritrova anche nella sua controparte francese è il fenomeno tidale che a seconda della marea “crea” e “porta via” una sottile lingua di pietra che collega l’isola con la costa.
Secondo la tradizione, nel 495 d.C. vi sarebbe apparso San Michele Arcangelo, evento che portò alla costruzione di un’abbazia benedettina da parte di monaci provenienti dal Mont Saint-Michel. Nel XVI secolo, l’edificio religioso fu progressivamente sostituito da una fortezza, ancora oggi visibile e ben conservata, che testimonia il ruolo strategico dell’isola nelle difese costiere britanniche.
St Michael’s Mount è anche una delle tappe lungo la cosiddetta Linea di San Michele, un allineamento di luoghi di culto dedicati all’Arcangelo che si estende attraverso l’Europa, da Skellig Michael in Irlanda fino al Monte Carmelo in Terra Santa. Secondo alcune interpretazioni, la ciclica unione e separazione dell’isola dalla terraferma simboleggerebbe la relazione mutevole tra il divino e l’umano, con quest’ultimo che a volte tende al male.
Oggi, l’isola è accessibile sia a piedi, attraverso il sentiero tidale che si scopre con la bassa marea, sia tramite traghetto da Marazion. Questo equilibrio dinamico tra terra e mare, unito al suo valore storico e naturalistico, rende St Michael’s Mount un sito di grande interesse scientifico e culturale, nonché una delle meraviglie più iconiche della Cornovaglia.