La Frigia, storica regione dell’Anatolia centro-occidentale, fu abitata dai Frigi, una popolazione indoeuropea proveniente dai Balcani meridionali. Migrarono in Anatolia tra il 1200 e il 1100 a.C., stabilendosi nella vasta area compresa tra il fiume Halys e le coste del Mare Egeo, con la capitale a Gordio. L’ascesa del loro regno avvenne nell’VIII secolo a.C., in un territorio precedentemente parte dell’Impero Ittita.

I Frigi lasciarono un’impronta duratura nella cosiddetta Valle Frigia, un’area ricca di formazioni rocciose, templi scolpiti nella pietra e monumenti dedicati al culto della Dea Madre Kybele. Tra i siti più significativi figurano Aslantaş, Maltaş, Kapıkaya e le rovine di Ayazini, testimoni di una civiltà che, pur scomparsa sotto le invasioni cimmerie e poi assimilata da Lidi, Persiani e Romani, continuò a parlare la propria lingua fino al V secolo d.C.

Anche la Valle Frigia ci riserva gli enigmatici cart ruts, misteriosi solchi paralleli scavati nella roccia, presenti in molte parti del Mediterraneo, spesso interpretati come tracce lasciate da antichi carri, ma la loro origine e funzione restano ancora in gran parte sconosciute.